Oggi voglio raccontarvi una storia differente se pur trova le sue affinità con un giorno trascorso insieme ad una coppia. È una storia che parla comunque d’amore, sogni e arte. Oggi vi racconterò com’è nato il mio studio, Holocene Studio. Quasi come un padre parlerebbe della nascita del proprio bambino.

Le origini di Holocene Studio

Spesso mi sono trovato a dover scrivere di me e di come abbia deciso di cominciare a fare il fotografo ma forse ho sempre tralasciato la fatica di raggiungere questo obiettivo, cercando sempre di dar valore alla parte migliore della storia. Ho abbandonato un posto fisso e sicuro, quello dell’enologo, per inseguire un sogno, il sogno di vivere attraverso la mia passione: la fotografia. E per cominciare il mio studio per tanto tempo è stata una piccola stanza in casa dei miei genitori, accoglievo i miei primi clienti nel salone di casa.

Nulla di ciò che mi circondava mi rappresentava, dovevo veramente mettercela tutta per dare l’idea che volevo dare di me ai miei clienti. Sognavo un luogo in cui esprimere me stesso, uno studio in cui solo varcando la soglia, il cliente comprendesse subito la mia personalità, il mio stile e scegliesse me per quello che veramente sono e ho da offrire.

Pian piano ho costruito quel luogo, immerso nel verde delle campagne toscane.

Ogni cosa ha preso forma e ogni dettaglio è un pezzo di storia, la mia storia. Quello a cui tenevo di più è che ci fosse anche una camera oscura, fino a quel momento avevo sviluppato in cameretta trasformandomi nel piccolo chimico. Tutte le volte che volevo sviluppare un rullino, ora volevo avere un luogo dove esprimere la mia grande passione per la fotografia analogica.

La Camera Oscura

La camera oscura mi ha permesso non solo di dare sfogo al mio bisogno di riavvicinarmi alla fotografia analogica ma ha fatto si che potessi tenere dei corsi e permettere ad altre persone di avvicinarsi a un mondo che scorre più lentamente, che lascia tracce più tangibili.

Uno spazio di ricordi

Ad ogni angolo del mio studio potrete trovare una piccola storia, come la camera oscura, potreste chiedermi ad esempio da dove vengono tutti quei ritagli di giornale che adornano il mobile che vi trovate difronte non appena vi sarete accomodati sul divano e potrei raccontarvi di come durante il mio viaggio a Berlino ho preso tutti i giornali che trovavo nelle varie mostre a cui sono andato e una volta tornato a casa ho iniziato a scegliere le pagine più belle e ho iniziato la decorazione del mio mobile. Ecco un’altra mia passione emergere da un piccolo angolo del mio studio, l’amore per i viaggi.

Se me lo chiederete vi racconterò volentieri ogni piccolo aneddoto quando verrete a trovarmi.

Perchè Holocene Studio?

Ma dovete sapere che l’amore di cui vi ho parlato all’inizio di questa storia non è racchiuso solo nell’amore per la fotografia, l’amore in questa storia è dentro il nome dello studio: Holocene. Holocene è nato in una fredda sera d’inverno, pioveva ormai da mesi, al tavolino di un ristorante fiorentino con la mia compagna, quando ancora lo studio era in fase di preparazione, provavamo a fantasticare sul nome dello studio e poi all’improvviso ho pensato al suo regalo di compleanno, un vinile di Bon Iver e alla loro canzone, colonna sonora di uno dei film più sorprendenti che abbia visto, “I sogni segreti di Walter Mitty”. E allora ecco l’amore per la vita, per la mia compagna, per la musica, per i viaggi, per la natura ma sempre e soprattutto per la fotografia.

Benvenuti nel mio studio.